LA VERSA

Un secolo di passione

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Un orgoglio dell’Oltrepò Pavese

In più di cento anni di produzione, La Versa è rimasta fedele all'idea originaria del suo fondatore, Cesare Gustavo Faravelli, che il 21 maggio 1905 decise, con i primi ventidue soci, di produrre vini di ottima qualità, capaci di esprimere al meglio le caratteristiche delle migliori uve del suo territorio natale. La Versa è, oggi, un brand riconosciuto per la sua vocazione nella spumantistica che ha saputo prendere spunto dal suo glorioso passato per guardare al futuro con nuova forza. E’ tornato ad essere un bene prezioso dell’Oltrepò Pavese in quanto la proprietà è interamente di Terre d’Oltrepò.

Una storia da vivere insieme

Storia

Una storia da vivere insieme

È il 21 di maggio del 1905, una domenica. Cesare Gustavo Faravelli, avvocato di Soriasco che diventerà il primo presidente della società, costituisce su impulso del deputato Luigi Montemartini la “Cantina Sociale di S. Maria della Versa”. Il gruppo originale conta 22 viticoltori – tutti rigorosamente proprietari, fittavoli o coloni di terreni vitati compresi nei territori della Valle Versa - e scopo della neonata Cantina, recita lo Statuto, è quello di «confezionare colle uve esclusivamente dei soci e con metodi razionali vini a tipo costante e di procurarne la vendita nell’interesse comune». Già dagli albori del sodalizio si respira il profondo legame con il territorio, quell’Oltrepò Pavese in cui - scriverà Gianni Brera nella prefazione al volume “La Versa: 80 anni” - «la vigna impreziosisce ogni balzo dell’amorevole fatica dell’uomo». Il primo anno di attività si chiude con una quantità d’uva vinificata pari a 5.000 quintali, cifra destinata a raddoppiare nel biennio 1913-1914.

Passano i giorni e la Cantina Sociale cresce. Siamo nel 1915: ai 22 soci iniziali se ne sono aggiunti altri 78. Il nuovo indirizzo comune è ormai la coltivazione del Pinot Nero, da destinare alla produzione di spumante. Attività, quest’ultima, che la società ha abbracciato già a partire dal 1907.

Storia

Vocazione spumante

Passano i giorni e la Cantina Sociale cresce. Siamo nel 1915: ai 22 soci iniziali se ne sono aggiunti altri 78. Il nuovo indirizzo comune è ormai la coltivazione del Pinot Nero, da destinare alla produzione di spumante. Attività, quest’ultima, che la società ha abbracciato già a partire dal 1907.

Una scommessa vinta

Storia

Una scommessa vinta

Sarà proprio lo spumante, a partire dal 1930, a regalare a La Versa consenso e longevità. In quell’anno Faravelli e l’enotecnico Mario Pozzi tentano, in semi-clandestinità, l’avventura del metodo Champenois. Le bottiglie vengono stipate in Cantina, e lì rimangono fino al 1935, quando sono sottoposte a remuage sulle pupitre collocate negli angoli più freschi. Una scommessa vinta: quello che era nato come un esperimento, perseguito con l’ausilio di mezzi rudimentali (ma anche con la giusta dose di perizia), si rivela il lasciapassare per il successo di una realtà in continua ascesa.
Vede così la luce il Gran Spumante Brut, primo metodo classico millesimato italiano. Vino nobile, prestigioso, che due anni più tardi ottiene in terra di Francia il “Grand Prix”, all’Esposizione Internazionale di Parigi. L’entusiasmo tra i viticoltori è tale da spingere alla costruzione di una cantina sotterranea, con una capacità media di 40.000 bottiglie l’anno di Champenois.

I tempi che seguono non sono certamente facili, prima con la guerra a incrinare ogni equilibrio, poi con le fatiche della ricostruzione. Eppure La Versa non interrompe il suo percorso di espansione, arrivando a contare ben 500 soci nel 1946.

Storia

Quota 500

I tempi che seguono non sono certamente facili, prima con la guerra a incrinare ogni equilibrio, poi con le fatiche della ricostruzione. Eppure La Versa non interrompe il suo percorso di espansione, arrivando a contare ben 500 soci nel 1946.

Tempo di export

Storia

Tempo di export

Nel frattempo intervengono le normative sulla trasformazione in forma azionaria degli enti sociali, in virtù delle quali la Cantina diventa Società per Azioni. È il 1955, un anno cruciale per La Versa, che con ben due prodotti – il Riesling e il Gran Spumante – ottiene medaglia d’oro e primo premio al Concorso Enologico di Asti. Un’ulteriore consacrazione. Non è allora un caso se nel 1955 gli spumanti di La Versa varcano l’oceano, conquistando i mercati di Stati Uniti e Perù, mentre il Moscato arriva in Francia. Sono esportazioni che anticipano quelle dirette in Germania, avviate all’indomani della partecipazione alla Fiera Internazionale di Colonia del 1957.

Verso la fine degli anni Cinquanta fa il suo ingresso nel consiglio di amministrazione il duca Antonio Giuseppe Denari, futuro presidente della Cantina – ne prenderà il timone nel 1974 - e figura chiave di molti degli straordinari traguardi che verranno raggiunti negli anni a venire. Sarà infatti lui a imprimere quel cambio di rotta, a livello produttivo e di immagine, che porterà La Versa ad affermarsi come uno fra i più importanti brand vitivinicoli nazionali.
Durante la sua presidenza, che durerà fino al 1994, viene fortemente valorizzata la vocazione dell’Oltrepò al Pinot Nero, sempre più inteso come base della produzione spumantistica. Si punta sulla diminuzione della resa a favore di un incremento della qualità, sull’ammodernamento delle attrezzature di cantina, su rinnovate politiche di distribuzione e commercializzazione.

Storia

Il sigillo del Duca

Verso la fine degli anni Cinquanta fa il suo ingresso nel consiglio di amministrazione il duca Antonio Giuseppe Denari, futuro presidente della Cantina – ne prenderà il timone nel 1974 - e figura chiave di molti degli straordinari traguardi che verranno raggiunti negli anni a venire. Sarà infatti lui a imprimere quel cambio di rotta, a livello produttivo e di immagine, che porterà La Versa ad affermarsi come uno fra i più importanti brand vitivinicoli nazionali.
Durante la sua presidenza, che durerà fino al 1994, viene fortemente valorizzata la vocazione dell’Oltrepò al Pinot Nero, sempre più inteso come base della produzione spumantistica. Si punta sulla diminuzione della resa a favore di un incremento della qualità, sull’ammodernamento delle attrezzature di cantina, su rinnovate politiche di distribuzione e commercializzazione.

Eleganza da bere

Storia

Eleganza da bere

Dalla visione strategica del duca Denari arriva, nel 1989, la scelta di immettere sul mercato il “Brut Testarossa”, così chiamato per la caratteristica capsula di chiusura color rosso intenso: uno dei vini maggiormente apprezzati (e premiati) fra quelli proposti da La Versa nel corso della sua intera storia aziendale. Gli anni Ottanta, Novanta e Duemila vedono la Cantina impegnata anche sul fronte del sostegno alla cultura, con la sponsorizzazione di numerosi teatri italiani: il Teatro alla Scala, il Carcano, il Piccolo Teatro e il Franco Parenti a Milano; il Parioli e il Sistina a Roma; il Teatro Stabile a Bologna, il Politeama di Genova, lo Stabile di Parma, il Teatro Verdi di Firenze e il Fraschini di Pavia. Inoltre, dal 1997 al 2000, è sponsor del Giro d’Italia.

L’ultimo importante cambiamento, in ordine cronologico, è datato autunno 2019 quanto La Versa torna ad essere un bene dell’Oltrepò Pavese grazie all’acquisizione totale del brand da parte di Terre d’Oltrepò. Cantina cooperativistica, con sede a Broni, che già il 13 febbraio 2017 aveva acquisito La Versa in cordata con Cavit, leader nella produzione di vini in Trentino. Nuove sfide, nuovi obiettivi attendono ora la Cantina, forte di un’identità storica solida e di una filosofia produttiva legata a doppio filo al territorio.

Storia

Insieme, verso il futuro

L’ultimo importante cambiamento, in ordine cronologico, è datato autunno 2019 quanto La Versa torna ad essere un bene dell’Oltrepò Pavese grazie all’acquisizione totale del brand da parte di Terre d’Oltrepò. Cantina cooperativistica, con sede a Broni, che già il 13 febbraio 2017 acquisì La Versa in cordata con Cavit, già leader nella produzione di vini in Trentino. Nuove sfide, nuovi obiettivi attendono ora la Cantina, forte di un’identità storica solida e di una filosofia produttiva legata a doppio filo al territorio.

" La Versa è un emblema. Un marchio che emoziona, che coinvolge. E’ l’espressione di un intero territorio vocato alla viticoltura "

Andrea Giorgi, presidente La Versa

Il caveau: riposo e perfezione

Entrare nel caveau La Versa è un’esperienza che non si dimentica. Un viaggio che ti avvolge. Che ti fa percepire il senso del lavoro in cantina. Qui riposa il Metodo Classico, si affina sui lieviti selezionati per anni, fino alla sboccatura. Regna un silenzio quasi assordante che accompagna il delicato percorso dello spumante a contatto con la sua parte più viva. Bottiglie accatastate con precisione e in fila. Pronte al remuage. Un caveau ricco di storia dove il Metodo Classico giunge alla sua perfezione finale.